Il controllo educativo

L’educazione come disciplina nelle scuole si basa sul contesto sociale dell’ambiente. Se valutiamo la scuola come un gruppo o una comunità tenuta insieme da partecipazione alle attività comuni allora è una conseguenza di normali condizioni di controllo educativo. Le regole sono importanti ma la loro assenza è sempre causa di problemi, e l’intervento diretto del maestro, che cerca di mantenere l’ordine rischia di causare solo danno. Nelle nuove scuole la fonte primaria del controllo sociale risiede nella natura stessa del lavoro svolto dagli insegnanti, ma a volte diventa una vera impresa. Tutti gli insegnanti  hanno la possibilità di contribuire e di cui tutti sentono una responsabilità, ma ancora una volta, questo diventa pura utopia perché il ruolo dell’insegnante è una opportunità di educazione piuttosto difficile, e a volte influisce direttamente sulle idee degli studenti. Eppure molti docenti non sono disponibili e qualsiasi tipo di esperienza comune la ripudiano come pessima esperienza e formazione e attribuiscono le cause alla libertà di insegnamento, ma ogni tipo di libertà che dovrebbe essere apprezzata nelle scuole non lo è di fatto. E viene meno la capacità di fare tutto ciò che si desidera in un momento particolare, ma il docente rischia di accumulare il potere e di giudicare con saggezza, a valutare i desideri degli alunni per cercare i propri vantaggi. Ma per le conseguenze che ne derivano gli insegnanti devono capire se il bullismo può creare molti problemi nella scuola ma agire su di esso può avere il potere per gli studenti di trovare i giusti obiettivi e definire le  misure concrete per raggiungere i traguardi di una scuola migliore. Infine è importante sottolineare le connessioni tra il metodo sperimentale nel campo della scienza dell’educazione e il modello di istruzione utilizzato in Italia. Nella realtà le idee non sono semplicemente dati ricevuti come verità definitive, ma presi in considerazione delle ipotesi.